“Un Bitest, una Toxo, una Curva, un pacchetto di gomme ed un etto di cotto, grazie” – I Parte

E’ un po’ come il conteggio delle settimane: cioè è un gran casino! A meno che non abbiate partorito da tre giorni, non fingete: non vi ricordate più di che diavolo si tratta, cosa e quando si fa, e se lo dovete fare di nuovo! Non so come sia possibile, ve lo dirò a processo terminato, ma a chi chiedi-chiedi, la prassi delle visite e degli esami fatti durante i 9 mesi, sono ricordi ormai sfumati. Vi aspettate, visto che per voi è la prima volta, che qualche mamma vi spieghi bene a cosa servano le varie ecografie, cosa si celi dietro quelle sigle stranissime che vi diranno di farvi prescrivere tra la 35° e la 36° settimana (e voi lì con i ditini a contarle), quali analisi dovrete fare ma, soprattutto, che vorranno mai dire quei difficilissimi termini alla Nasa style, ma non ne caverete un ragno dal buco. Le uniche preparate sono le donne in sala travaglio, che stanno respirando per il fuori tutto. Mamme dalla memoria freschissima, ma anche dal pugno facile. Un consiglio: evitate di chiederlo proprio a loro … magari in un altro momento che è meglio!

A parte la prima ecografia, che è una cosa facile da immaginare anche per un uomo del periodo pre-scoperta- della -ruota, il resto diventa un po’ più complesso. C’è la pre-morfologica, la morfologica, il Ts4 ed il Tsh, il CMV, l’ HBsAg, il VDRL, la Toxo, il Bitest, il Tritest e altro ancora. Fesserie? Certo! Quando però mamme che hanno fatto la doppietta, ti chiedono la differenza tra la pre e la morfo, o se gli dai una mano nel conteggio delle settimane, tu pensi, “ Vuoi vedere che, in verità, i figli non sono i loro, li hanno rubati e se li sono spacciati per propri?”.

Io sono una neofita, per cui non ho ancora una preparazione interdisciplinare, ma una cosa posso dirvela: qualunque cosa vi dicano di fare, non ci capirete nulla, e  alla fine del mese tutto il baraccone di analisi e visite vi sarà costato una Vuitton in canvas in meno!

Il mio primo grosso ostacolo “tecnico-linguistico”  c’è stato qualche mese fa. Ve lo racconto.

Quando la ginecologa mi ha parlato di Bitest, io ho pensato che erano guai: e mò chi se la ricordava l’algebra! Lei me l’ha segnato sulla ricetta, ed io ripassavo le tabelline. Quando ho chiamato la prima volta in ospedale per prenotare, ho fornito le informazioni che mi aveva dato la ginecologa. Il brutto è quando hanno cominciato a farmi una marea di domande. Ho sudato freddo, non ero preparata! Che fare? La prima volta ho fatto la finta tonta, cioè ho ripetuto le stesse cose un paio di volte, sperando che non se ne accorgesse nessuno. Mi sono detta: “diamine! Se avessi registrato con il cellulare la conversazione con la ginecologa, potrei premere On, e sarebbe fatta!“. Io chiedevo un Bitest, e lei mi voleva dare una Translucenza. Io chiedevo un prelievo del sangue, e lei mi voleva dare un’ecografia. Aiuto! Non mi rimaneva che chiedere l’aiuto del pubblico, per cui ho preso tempo ed ho googlato l’argomento d’esame. Del resto avevo già giocato la telefonata a casa, perché la ginecologa non rispondeva, ed il 50-50 non potevo permettermelo: se davo la risposta sbagliata, e mi prenotavo un esame della prostata per errore?

In rete mi si sono chiarite un po’ di più le idee: dicasi Bitest e Translucenza, la stessa cosa cioè un esame atto ad individuare, attraverso il confronto fra un prelievo del sangue ed un’ ecografia, una percentuale (espressa in termini probabilistici e non assoluti)  relativa ad eventuali patologie di cui potrebbe soffrire vostro figlio. Tale esame va fatto necessariamente all’interno di un preciso termine, ovviamente espresso in settimane, che ve lo dico a fare! Questa è la sintesi, forse non precisa ma, vi assicuro, di sostanza.

Ero pronta! Potevo richiamare l’ospedale. “Ho chiamato ieri, volevo prenotare…”. Sicura di me, mi sono detta con il cavolo che mi bocciano! Avevamo quasi finito, fissato data e ora, ma mentre ero pronta a cantare vittoria, la mia interlocutrice mi chiede: “ Ce l’ha la prescrizione per visita ostetrica per consulenza genetica?”. Madida di sudore, non mi rimaneva che la resa. “E’ la mia prima gravidanza. Non so di cosa stiamo parlando. La prego, mi rispieghi tutto”. Di fronte ad una neofita, la signora si è parecchio ingentilita, l’intenerimento l’ha resa docile al punto di sillabarmi il più ed il meno della cosa, ed alla fine ce l’ho fatta. Esame telefonico superato, anche se con l’aiutino.

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