Quando una cucina si chiama come vostra figlia.

Partiamo da un dato inconfessabile: c’è gente che fa figli perché ha un bellissimo nome in testa, da quando era piccola, e non sa a chi appiopparlo. Spesso di tratta di un nome che avremmo voluto noi ma, non essendoci stata data  la parola ai tempi dell’anagrafe, è rimasto nel cassetto. Alcuni sono riusciti ad ovviare all’inconveniente, attribuendosi dei nomignoli improbabibili, che sono rimasti indelebili sugli zaini Invicta degli anni 80-90. In pochi secondi, e con un tratto di Uniposca color shocking, ti potevi trasformare in chi volevi. Ah, se quei vecchi zaini potessero parlare: Maria Incoronata che si trasformavano in Mary, Concetta che si trasformavano in Ketty, Giuseppina in Giusy, Gennaro in Genny, Francesco in Checco,  Federico in Chicco, Filippo in Pippo, Ilaria in Iaia e cosi via..

Genitori che, in buona fede, e anche con un buon gusto che oggi latita, hanno preferito nomi semplici, ma che con la loro “scelta sbagliata”  la pagheranno in vecchiaia, con rette pagate in ritardo, negli ospizi peggiori. Il classico era quando dicevamo che quei nomi erano vezzeggiativi dati a casa, o dagli amici più intimi. E tutti, in massa, fingevamo di crederci. Solidarietà ad oltranza, per i nostri coetani offesi dalla propria carta di identità.

Ma le disastrose ripercussioni non si fermano solo ai genitori. Le conseguenze sono terribili e si propagano a macchia d’olio per generazione e specie. Si, specie di animali. Spesso, queste persone, hanno tre gatti, due cani, un animale esotico esportato illegalmente, un pappagalo, un geko, ed un cane da borsetta. Tutto questo zoo, per crescere tanti animali quanti i nomi che sarebbero piaciuti loro.

Se proprio uno non si accontenta di dare il nome dei propri sogni ad un animale, perché gli pare uno spreco, può essere che faccia nascere un figlio. Si, una gran fatica, ma vuoi mettere la soddisfazione! Puoi ricamare quell’adorabile nome sulla tutina, sulla copertina, sulla carrozzina…. sul foglio della questura, quando devi andare a ritirarlo per guida in stato di ebbrezza.

Io la penso così: tutti i nomi che diamo ai nostri figli (e perciò che hanno dato a noi) sono bellissimi! Dico seriamente. Perché sono frutto di amore, di riflessione, e di condivisione. Di condivisione quasi mai con il padre, ma con  altre persone ovviamente. L’importante è mettere al corrente il padre nel modo giusto: cioè facendogli credere che la scelta sia stata la sua, perciò che al prossimo nascituro toccherà finalmente a noi decidere.

Spesso è un nome di un nonno, o di una persona cara che non c’è più. Di un santo o di una santa a cui siamo devote. Di un guru che ci ha spillato dei soldi, ma che ci ha fatto credere in noi stessi. Di una persona di charme, di indiscussa attraenza, di intelligenza raffinata. Alle volte è il significato di un’aspirazione. Di un nome antico, che rimanda alla storia, o alle leggende. Spesso tutto questo sfugge al bambino che,  da grande, penserà solo: “Ma io nonno Costanzo non l’ho manco conosciuto. Non per cattiveria! Ma io mi volevo chiamare Totti!” Ovviamente, poco importa che Totti sia un cognome. Dalla riflessione del figlio, sappiamo cosa-o chi abbiamo cresciuto. E la responsabilità è anche la nostra.

Se proprio proprio ci sono nomi che non tollero, sono quelli alla Falco di Briatore, alla Chanel della figlia di Ilary Blasi. Uno perchè di Chanel ce ne è una sola e due perchè già ti chiami  Ilary, e non dovresti, perchè non fai ginnastica ritmica (vabbè se non capite la battuta, vuol dire che di cartoni animati non sapete nulla, tornate a scuola!).

Noi abbiamo cominciato a buttare giù la lista dei nomi dopo il secondo mese. In modo timido ed intimo. Giusto per farci un’idea. Cinquatacinque nomi di femminuccia, quattro di maschietto. Ci siamo fermati poco dopo. Perché ci sembrava presto, ed i nomi si sono impolverati sul foglio volante nel soggiorno, e sulla sim del cellulare. Appena abbiamo saputo il sesso, abbiamo dato una bella sfoltita: ne abbiamo subito tolti quattro. Quelli dei maschi! Quando abbiamo cominciato a chiamarla con nomi diversi (cioè io con un nome, e lui con un altro)  abbiamo preso una decisione: fino alla nascita, l’avremmo chiamata  in codice. T2. Io non porto in grembo  una Giulia, una Sofia, o una Chiara, ma una T2.  E’ come, per la prima volta, mio marito ha parlato della bambina e con la bambina. Lui non capisce che è inutile che le parla. Quella non può rispondere! Infatti lui si accosta, e lei si nasconde dietro le mie costole.

Ultimamente mi sono resa conto che c’è un complotto contro di noi che siamo alle prese con i nomi da affibbiare ai poveri sventurati. Un complotto da parte dei mobilifici. Se vi fate un giro, anche presso il più banale dei rivenditori di cucine o salotti, vi renderete conto che intere camere da letto, living, ed ovviamente cucine-all inclusive-finanziamento-a-costo-zero si chiamano come vostra figlia. Troverete la linea Veronica, Chiara, Alice, Ginevra, Sofia, Carmen… Melody e Jasmine (vabbè, in questi ultimi due casi ve la siete cercata voi!).

Suggerisco a tutti, a sto punto, di fare prima un giro per vedere cosa propone il mercato dei mobili quest’anno, e poi giungere alle proprie conclusioni. Per evitare che qualcuno domandi di  vostra figlia, e che voi rispondiate di come vi trovate con la cucina nuova.

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9 Comments

  • Reply Maura luglio 15, 2015 at 12:45 pm

    Bè devo dire che da piccola avrei voluto essere Giulia o Elena…credo che nessuno sia mai veramente soddisfatto del proprio nome almeno quando si è piccoli. E’ un po’ come quando hai i capelli lisci ma li vuoi ricci e viceversa!
    Poi cresci e rivaluti tutto e sei contenta finalmente..fin quando non tocca a te quella “responsabilità” e allora “tempi duri” 😉

    • Reply Stato di grazia a chi? luglio 15, 2015 at 1:09 pm

      Sicuramente sono tutti gusti soggettivi… Ma non potrò mai capire una che ha i capelli lisci, che li vuole ricci! Vuoi mettere quanto meno olio di gomito e balsamo devi usare, in caso di capello liscio?! 🙂

  • Reply Maura luglio 15, 2015 at 1:22 pm

    vero!

  • Reply Priscilla luglio 15, 2015 at 2:15 pm

    A me il mio nome( vero) è’ sempre piaciuto!!
    Per quanto riguarda la scelta dei nomi per maschietti… Effettivamente è semplice scegliere…È’ verooooo Sono solo 4!!

    • Reply Stato di grazia a chi? luglio 15, 2015 at 3:17 pm

      Questa storia del numero esiguo dei nomi per i maschi è un mistero! Secondo me ce ne sono, solo che, al momento giusto, ci sfuggono 🙂

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