Prima del tuo primo giro di baby-shopping, leggi attentamente le istruzioni.

Con la lista in mano, del minimo necessario per il grande botto, al tramonto del sole, ci siamo recati alla Prenatal. L’attesa del tramonto è stata vana, perchè le temperature sono tropicali sino a notte fonda. Forse quando si parla del sole di mezzanotte, si fa riferimento all’ estate made in Milano. Chi lo avrebbe mai detto!

Tutine Prenatal

Tutine Prenatal

La mia cultura in fatto di “cose da bambini” è parecchio limitata. So pochissime cose, e più che altro operative:

1) non serve comprare molto all’inizio, tanto crescono in fretta

2) tramandarsi l’armadio da cugino a cugino, è romanticissimo, ma bisogna vedere quanta differenza di età c’è nel parentado

3) spendere poco all’inizio, perchè le mazzate arrivano dopo, e ti lasciano parecchio stecchito.

Non so altro. In pratica, se entro in un negozio e sono un minimo distratta, mi potrebbero anche propinare martello e  scalpello, un giubbotto segnalatore, o un caschetto da cantiere, dicendomi che sono cose essenziali per l’infante, ed io sarei già alla cassa, a passare la carta.

Per evitare di trovarmi in questa situazione, sono andata nel negozio che, al momento, faceva offerte al 50% (almeno avrei avuto uno sconto sul caschetto)  con l’elenco dell’ospedale.

Mi ripetevo il mantra: poche cose; all’inizio è essenziale solo la mamma (ma quella dove si compra???); farsi solo un’idea. Per poter compiere queste semplici azioni, è essenziale non chiamare MAI una commessa, perchè il rischio di tornare con la macchina piena è alto, e noi siamo andati con la Smart appositamente, in modo da avere la buona scusa di non sapere come portar via le buste.

Secondo me ci sono commesse veramente brave, validissime, che capiscono che non è il caso di approfittarne di poveri sventurati,  e più che altro ti chiariscono solo le idee. E proprio alla Prenatal (e non solo) lo avevo già riscontrato. Ma il rischio di incrociarne una un pochino più selling, che ti venderebbe pure il suo televisore che non usa più, c’è sempre. Del resto fanno questo di lavoro. Non le consigliere per genitori “ignoranti”. Ignorantia legis non excusat  e so fatti tuoi!

Purtroppo, causa la suddetta impreparazione, abbiamo girovagato confusi, completamente disconnessi, come se ci fossimo fatti qualche pinta di birra, tra ciucciotti , cuscini di allattamento, e pannolini. L’unica nota positiva, è che avevo constatato che non mi sarei portata a casa nè martelli nè scalpelli, non essendo esposti nè gli uni nè gli altri.

A quel punto, per evitare che chiudessero il negozio con noi dentro, non mi rimaneva che chiedere aiuto. Declamando, dalla mia brevissima lista, le poche cose che mi ero segnata, ho dato il via all’improbabile. La commessa ha cominciato a buttarci giù tutto lo scibile da 0 a 1 mese, e da 1 a 3 mesi. Tutine, body,  magliettine, cardingan (si, cardigan, che per me è un capo da donna di mezza età, per evitare che prenda freddo al mare, ed invece li fanno pure per i bambini) calzini, bavaglini, camicie per il parto, biancheria per il pre-post parto, zaini, fasce, culle, passeggini, e le indispensabili buste per mettere dentro tutto l’occorente in ospedale. Sicuramente altro ancora, ma io sono rimasta traumatizzata e non ricordo altro. E’ scattata una specie di memoria difensiva, credo!

Come quando mi capita di andare a fine stagione per comprare qualcosa per me, perchè ci -sono -i saldi -sai -che -affari, e poi torno a casa rigorosamente con la nuova collezione, così ho fatto alla Prenatal.  Solo che qui c’è l’aggravante che T2 manco se la gode la nuova stagione: vecchia, presente, futura, ma che ne vuole capire. Che glie frega! Un body vale un altro, una volta che è ben sbavato e bagnato! Le potremmo vestire con gli abiti delle vecchie Cabbage Patch Kids, ma perchè non lo facciamo?

Dopo aver combattuto con il padre di T2 che, visto che si tratta di sua figlia, ha cacciato fuori uno shopping compulsivo, mai manifestato con me  nel quadrilatero della moda, e con la commessa che ogni tanto ci riprovava con i cardigan, arriviamo alla cassa.

Dopo una battaglia vinta, su una guerra appena iniziata e che era solo ad una tappa di perlustrazione conoscitiva, torno a casa soddisfatta. Non mi sono lasciata sopraffare dal total pink, e dallo shopping addiction.

Poi penso all’effetto Zara : comprarsi cose carinissime, salire sul primo tram, o andare alla prima festa, e scoprire che ce ne sono almeno altre due vestite come te dalla testa ai piedi, e scappare a casa fingendo un mal di pancia. In reparto maternità non sarà molto diverso, chissà quanti neonati saranno vestiti con gli stessi body-tutine & accessori simili… e poi dicono che c’è lo scambio di culla. E voglio pure vedere! Per cui penso: forse se mi avessero propinato un caschetto da cantiere, non sarebbe stato male, almeno sarebbe stata l’unica!

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2 Comments

  • Reply Quando perdi il senso dell’umorismo | Stato di grazia a chi? ottobre 7, 2015 at 12:48 am

    […] fatto in tempo a: vedere i film in uscita che mi interessavano; comprare tutine di cotone ormai troppo leggere; farmi mettere e togliere smalti per via del parto; fare pieghe e colore ai […]

  • Reply Quando perdi il senso dell'umorismo - Stato di Grazia a Chi? marzo 27, 2017 at 9:05 am

    […] fatto in tempo a: vedere i film in uscita che mi interessavano; comprare tutine di cotone ormai troppo leggere; farmi mettere e togliere smalti per via del parto; fare pieghe e colore ai […]

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