Respect my Baby Bump!

Ammetto di essermi sensibilizzata al pancione, io stessa, solo negli ultimi mesi: cioè da quando anche io ne sono diventata portatrice. Prima, come molte persone, non facevo neanche caso alle donne in attesa, e ne ignoravo tutti gli annessi e connessi. Avevo sentito dire che è il periodo più bello della vita di una donna e fesserie simili. Per il resto, poco altro. Presto, come ormai sapete, ho riscontrato che, ritrovarsi un chilo in più ogni sera, perchè ci sono litri di liquidi che ti ingrossano le caviglie ed i piedi, non è proprio il top del top.

Rispetto per tutti!

Rispetto per tutti!

Premesso questo, non dico che l’ignorare lo stato interessante facesse di me una troglodita, un’ aggressiva, una persona che, quando incrociava per strada una donna incinta, cercava di ficcarla sotto con l’auto, per punirla del fatto che non aveva un’andatura sprint. Diciamo che il mio senso civico, e del rispetto, mi permette di “tollerare” anche persone che vivono momenti che io ancora non vivo o che mai vivrò.

Non posso dire lo stesso di tutti. Sento ogni giorno colleghe di panza che si lamentano perchè, sui mezzi pubblici, fanno tutti finta che Candy Crush intimi ad ognuno di loro di non lasciare la seduta a nessuno, quindi manco a chi a momenti sgrava. Io, che ormai mi muovo solo a piedi, noto che tutti i santissimi giorni, soprattutto sui marciapiedi stretti di Via Tortona, le tacchettine e gli uomini in carriera di noi altri, piuttosto che scansarsi un pochino, ti danno una borsettata, in modo che tu cada dal marciapiedi, ma mai e poi mai ti cederanno il passo. Loro vanno a lavorare, è uno sbatti la vista di una persona lenta come te, a dirla come il Milanese Imbruttito Figa se sei Lenta. E sei pazza, folle, matta, fuori di melone come mai si possa concepire, se passi con il semaforo che sta per diventare giallo. Tu, solo con il verde appena scattato puoi passare, e devi pure correre, altrimenti legalemente hanno tutto il diritto, ma prima di tutto il dovere, di ficcarti sotto con l’auto, anche se un piede è già arrivato sul marciapiedi opposto. Piuttosto ci salgono sù, così puliscono la città dalla natalità. Lo fanno per mantenere la natalità bassa, è lo Stato che glielo chiede. Perchè loro non sopportano chi attraversa la strada lentamente.

Avere la precedenza ad una cassa, manco se ne parla! Stai grondando di sudore dappertutto (e quando dico dappertutto solo le future mamme estate 2015 possono capire cosa intendo) e viene il dubbio a te, ma pure agli altri in fila, che ti si stanno rompendo le acque, ma mica qualcuno ti dice “Prego, passi pure”.  Lo leggi nei loro sguardi loquaci ” e sti cazzi“.

Il massimo sono le espressioni del viso. A New York, dove sono stata in vacanza al sesto mese, era un infinto Congratulations, forse mi prendevano per il culo, non lo so, ma me lo dicevano in continuazione: alla cassa del supermercato, in albergo, per strada. A Milano, forse perchè va di moda la moda, forse perchè se non sei skinny hai problemi e vedi di farti curare da un dietologo bravo, ma incrocio più spesso smorfie che sorrisi. O forse sono sorrisi tirati, perchè dove va di moda la moda, sorridere è out, le passerelle insegnano.

Il top del top dello stratop del rispetto l’abbiamo raggiunto giovedì pomeriggio. Corso Preparto. Come tutti i corsi per gestanti al settimo mese, si tiene al pomeriggio presto. Lo fanno per te, in modo che con il caldo africano, ed il sole allo zenit, mentre ti dirigi in ospedale, magari partorisci per strada e fai il parto di una volta, quello naturale. Appuntamento con l’anestesita dalle ore 16 alle ore 17.  L’appuntamento che ti deve informare su quella punturina che ti pone di fronte al bivio: tu donna partoriari con dolore oppure drogatemi e non fatemi sapere niente.

Ore 16.00: due gruppi di gestanti, un’aula di ospedale e…. nessun altro.

Ore 16.30: due gruppi di gestanti, un’aula di ospedale e…. nessun altro.

Ore 17.00: due gruppi di gestanti, un’aula di ospedale e…. nessun altro.

L’anestestista avrà avuto un’ urgenza;  il dottore si sarà anestetizzato,  e mò sta dormendo; il ragazzo è giovane, si sarà infrattato in uno sgabuzzino con un qualcuno; bè, la lezione è stata interessantissima, meno male che sono venuta… Queste erano le battute che le donne in attesa facevano per uccidere l’attesa.

Dopo aver appreso che questo signore non si sarebbe mai palesato, e che il suo reparto lo giustificava in modi piuttosto originali (tipo che lui dalle 16.00 stava tenendo lezione a noi, o che avevamo sbagliato ora e luogo dell’appuntamento) le battute erano cambiate in: ed io da questo mi dovrei far fare l’anestesia? Piuttosto me la faccio da sola!  Piuttosto partorisco con dolore.

Insomma, le donne in attesa devono attendere per definizione: attendere che passino i 40 gradi per poter tornare a vivere; che si sgonfino i piedi per poter ricominciare a camminare; che i vagoni della metro siano vuoti per potersi sedere; che non ci siano auto per poter attraversare, anche se è verde per i pedoni; che le tacchettine e simili, siano a pittare le unghie alle paperelle per poter camminare sul marciapiedi; che l’anestesista si palesi, per poterlo mandare a cagare! Per ultimo, che il rispetto torni in auge.

Perchè, continuando a dirla come Il Milanese Imbruttito, gli altri non tollerano le attese (per cui figurati la tua) quindi… figa, accelera!

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4 Comments

  • Reply Priscilla luglio 27, 2015 at 4:10 pm

    Beh, in alcuni contesti ho trovato comprensione e gentilezza…. Certo dopo aver fatto notare BENE di essere in dolce attesa! In altri, proprio no… N. 1 fila nel negozi!!!

    • Reply Stato di grazia a chi? luglio 27, 2015 at 6:58 pm

      Oggi, da Zara Home, commesso con mazza piantata su per il c…, sbuffa perché sn davanti a lui, e mi deve circumnavigare per passare. Che tristezza di semi-uomo.

  • Reply Concetta luglio 28, 2015 at 11:11 pm

    Ti ho appena scoperto e ti adoro!
    Baci

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