La Mamma Programmatrice

Come quasi tutte le donne, anche io sono una persona che vuole avere tutto sotto controllo. E’ l’indole, l’istinto e poco ha a che fare con i risultati. Gli imprevisti non sono contemplati.  Le certezze che abbiamo schifato per anni (si è questo che abbiamo fatto) , ora le vorremmo tutte. Ne andiamo a caccia tutti i giorni. Bastano anche solo le mezze stagioni a metterci in crisi. Perchè hai voglia a vestirti a cipolla, ma non ci azzecchi mai sul tessuto degli strati.

Per tipe come noi, il parto è troppo. In linea di massima, non puoi programmarlo. Non puoi tenerlo sotto controllo. Ci sono troppi punti interrogativi, rispetto al resto della punteggiatura.

Alcuni esempi pratici:

Ieri mattina, mi è venuta l’ansia della borsa per l’ospedale. Avrò messo proprio tutto?  Ci saranno ancora gli snack per il travaglio (pare che si mangi) o me li sarò spazzolati senza accorgemene? E la maglia per partorire, mi andrà ancora bene, oppure ora mi starà stretta? Aprendo il borsone, sono stata piacevolmente colpita dalla presenza del cibo (che avevo risparmiato dalla mia famelica ricerca notturna di roba commestibile. Ok, un paio di pacchetti di crackers non li ho trovati) e dalla vestibilità della maglia per la sala parto. Ci entravo ancora! La maglia, però, puzzava. Non so come, aveva accumulato odore di fumo. Noi non fumiamo e questo rende tutto ancora più sospetto. Il fatto è che non posso lavarla nuovamente. Se la lavassi ora, e si rompessero le acque stanotte, dove la recupero, al volo, un’altra XXL da uomo? Già questa di H&M, a strisce bianche e blu, è stata dura da trovare, ed è abbastanza ridicola. Dove potrei comprare, su due piedi, una maglia per taglie grandi?!

Esco dalla doccia bollente, e sono stanca. Non mi va, ora, di mettermi olio di mandorle e crema corpo. E se dopo dieci minuti sono in travaglio, arrivo già tutta desquamata?

Metto a lavare un paio di cose per T2, che mi hanno appena regalato. E se, prima che termini la centrifuga, devo correre in ospedale, le troverò ancora nell’oblò al ritorno, smacchiate ed ammuffite?

Stasera dovrei lavarmi i capelli, perchè non mi va davvero di arrivare al momento già come una vecchia cozza, ma se non facessi in tempo ad asciugarli? Chi mi conosce, sa benissimo che i miei capelli impiegano dalle due ore alle due ore e mezza per asciugarsi (senza piega). Che faccio, mi porto il phon in macchina? Quale macchina, tra l’altro!

Domani mattina, posso darmi un appuntamento con delle amiche, o rischio di fare la fine di Godot?

Ho detto

Ho detto “Programmatrice” non Ordinata!

E quando rientrerò a casa, dopo il parto, cosa mi aspetta? Riuscirò a fare qualche telefonata, per avvertire chi è rimasto ignaro di tutto, pensando che la mia pancia fosse il risultato di una dieta ipercalorica?  Quando potrò riprendere a scrivere?  Quando potrò andare dal parrucchiere (perchè il bianco va bene solo a  Paola Marella)?

Per una che si segna sull’agenda: chi chiamare e quando; ad agosto i regali di Natale da fare alle amiche; il codice ed il nome dell’operatore della Vodafone, perchè non siete voi che registrate le telefonate, sono io che vi tengo sotto controllo per tutte le inefficienze del servizio, tutto questo imponderabile è troppo imponderabile!

Non ci sono più abituata. Avevo abbandonato il fascino dell’incertezza, da quando non sentivo più ebrezza e farfalle nello stomaco se uno non mi richiamava. Scoperto che le farfalle alle volte erano morte, e quello che sentivo era solo l’ultimo loro anelito, sono stata attirata dalla bellezza dei punti cardinali.  Il mio mantra inconscio ora è: programmare e tenere sotto controllo. E ora? Non so manco se riuscirò a postare questo pezzo! Per fortuna che si può programmarne l’uscita, sempre che riesca ad arrivare a cliccar……Ops!

Ps. ci siete cascate? Sono ancora qui.

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10 Comments

  • Reply gra settembre 25, 2015 at 6:25 pm

    Io sono la pianificazione fatta persona. Eppure, due figli su due, la pianificazione si e’ fatta benedire. Non sono nemmeno riuscita a partorire dove avrei dovuto..nessuna delle due volte! Ah ah ah 😀

    • Reply Stato di grazia a chi? settembre 25, 2015 at 7:04 pm

      Posso chiederti come mai ?… Eri lontana dalla ospedale o non c era posto o che altro?

      • Reply gra settembre 25, 2015 at 7:40 pm

        Storie lunghe te le racconto in privato..cmq tranquilla..l’ospedale era lontano e io sono un’anticipataria 😉

  • Reply Concetta settembre 25, 2015 at 6:31 pm

    Ahahahahah Pensavo che la cosa dei capelli fosse solo una mia fissa!!!
    Dopo aver rotto le acque, sono tornata a casa a lavarmi i capelli, non potevo andare a partorire con i capelli sporchi. Giuro. Mi sono passata anche la piastra, e subito dopo sono iniziate le contrazioni. Tempo mezz’ora.

  • Reply Nanna settembre 26, 2015 at 11:45 am

    Quanti…troppi legittimi interrogativi! Immaginati qualche decennio fa a quest avresti aggiunto: ” sarà maschio o femmina? “

  • Reply Maria Elena settembre 28, 2015 at 8:24 pm

    Il travaglio, niente di più imprevedibile. Dopo una gravidanza passata tra contrazioni e rischi di nascita prematura, mi sono ridotta alla 41/42esima settimana a partorire…20 ore di travaglio durante le quali qualsiasi tipo di cura del corpo e dei capelli è andata a farsi benedire! Per poi avere un cesareo, oleeee! Ahahah! Carino il tuo blog, baci!
    Maria Elena
    http://www.pink-different.com

    • Reply Stato di grazia a chi? settembre 28, 2015 at 9:23 pm

      Grazie Maria Elena…. io attendo intanto…spero di non arrivare tanto in là, perchè sta panza mi pesa troppo pure da sdraiata… ma effettivamente chi può dirlo. Vi terrò aggiornate, spero tramite post e non romanzo drammatico ahah

  • Reply Cose che (non si) dicono ad una donna che aspetta di partorire - Stato di Grazia a Chi? marzo 27, 2017 at 9:04 am

    […] Se vuoi fare qualcosa, durante l’attesa, puoi lasciare giù un commento sulla tua esperienza. Maria Elena ha raccontato la sua esperienza, rendendo noto che si può anche partorire alla 41°/42° settimana. Pare che sia considerato […]

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