Quando perdi il senso dell’umorismo

E’ passata oltre una settimana, ma nulla si muove. A parte T2 che mi fa male da morire, con quel suo corpo costretto nella mia pancia. Quattro monitoraggi. Va tutto bene. Lei sta bene. Io un pò meno.

Fisicamente, la sera soprattutto, ho la pancia che mi pesa come mai prima d’ora, le gambe pesanti e dolori mestruali che sono l’avvisaglia di chissà cosa visto che poi non accade nulla. Meno male che l’attesa aveva il vantaggio di eliminare le mestruazioni per nove mesi, ma i dolori chi te li toglie! Emotivamente, questa gravidanza da elefante, in cui mi sembra che concepimento e parto rischino di avere la stessa data, colpisce anche il mio senso dell’ umorismo.

In ospedale, tra il lontanissimo ricordo del corso preparto, gli esami ed i monitoraggi, ormai mi sento di casa. Ieri ho detto all’ostetrica che, se vuole, posso anche darle una mano. Dall’accettazione all’ ecografia, non ci sono più misteri per me. Se avete dubbi, non chiamate il punto nascita del vostro ospedale, posso risolvere io qualunque vostra perplessità: solo l’ecografia non posso farvi perchè non ho l’ecografo ma credetemi che, come forse tutte le donne in attesa, potrei farvela con una perizia e dovizia di particolari da fare invidia a qualsiasi primario.

Al monitoraggio mi prende un pò lo sconforto: ci sono tante pance, ma sono tutte lontane dalla propria scadenza. Ogni giorno mi dicono: “Mi sento che domani partorisci.” Ed io, domani, sono qui, in casa mia. Nel soggiorno che, fino a ieri, era bagnato di sole mentre ora è buio per la pioggia. Mi sono fatta la gravidanza d’estate, nella peggiore degli ultimi decenni, ed ora partorisco sotto l’albero di Natale.

Lontana anni luce dalle mie compagne del corso, i cui figli hanno compiuto un mese di vita. Quando ci rivedremo all’incontro di fine mese, l’ostetrica starà chiedendo a mio marito se tagliare il cordone, mentre gli altri staranno scegliendo il college.

No, non è una gara di velocità, non fraintendetemi. E non mi giudicate con eccessiva intransigenza, pensando che sono esagerata perchè prima o poi deve arrivare e che sarà mai una settimana prima o una dopo. Abbiate pazienza, e mettetevi nei miei panni, anche se vi staranno piuttosto larghi di giro vita.

Ho passato i primi tre mesi in cui, per cautela, non rivelando a nessuno il mio stato, mi dimenticavo di essere incinta. Molto lentamente, ho reso pubblica la mia attesa alle persone più vicine. Ho fatto la vita di sempre, senza eccessiva prudenza, ma senza fare neanche Wisbase, ed alle volte, non ve lo nego, fino a quando la pancia non è comparsa, mi sono svegliata pensando di avere solo un ritardo. Improvvisamente è arrivato il sesto mese, in cui sono volata a New York (con un pò di paura ed anche trepidazione) per la vacanza che poi non avrei fatto d’estate. Una settimana nella città della mela con una pancia che ormai non tradiva, e con un entusiasmo nuovo. T2 era diventata presente, ma io sempre prudente nei pensieri e nelle azioni. Non comprare nulla troppo presto. Non programmare nulla in eccessivo anticipo. Non scattiamoci neanche una foto, dai, tanto c’è tempo. Aspettiamo. I primi consigli non richiesti. Gli insegnamenti dei dottori del so tutto io. La sorpresa di frequentare un bel corso preparto. L’estate con una pesantezza di temperature che manco Tokyo. I mille acciacchi di cui non parlerò più e che non si placano, semmai si trasformano.

Poi l’ultimo mese, con un possibile parto anticipato, seppur di pochissimi giorni, secondo le ultime visite. Per questo, tra il serio ed il faceto, ogni venerdì siamo andati al cinema dicendoci “E’ l’ultimo week end di libertà”. Ed invece, non lo era.

Poi uno si chiede

Poi uno si chiede “A che servono!”

Hai voglia a dire di fare tutto come prima. Ma, diciamocelo fra noi, non è possibile. L’attesa oltretermine è logorante e non puoi certamente dilettarti con il salto con l’asta.

Ho fatto in tempo a: vedere i film in uscita che mi interessavano; comprare tutine di cotone ormai troppo leggere; farmi mettere e togliere smalti per via del parto; fare pieghe e colore ai capelli per essere ordinata il minimo sindacale; a farmi passare la strizza del momento del travaglio che chissà quando capita, perchè uno poi si rompe e non vede l’ora di sentire dolore.

Il borsone raccoglie polvere. La roba dentro sarà diventata uno straccio. La palla per il Pilates è sgonfia. Si sbiadiscono i ricordi di cosa fare cosa non fare, del massaggio neonatale, dell’allattamento.

L’estate è passata. Il bellissimo Settembre, mese di freschezza, anniversari, parti e buoni propositi è andato via. Venerdì probabile ricovero per induzione.

La Naftalina, ecco cosa! Avrei dovuto mettere palline di naftalina nel borsone e ora sarei serena.

Comments

comments

Previous Post Next Post

8 Comments

  • Reply gra ottobre 7, 2015 at 8:58 am

    Noooooo… tranquilla. Il senso dell’umorismo non lo perdi. Io sono stata capace di fare battute cretine anche durante il travaglio! Lo vedo serpeggiare anche in questo post! Ci sono bambini frettolosi, bambini svizzeri e bambini ritardatari. Il mondo è bello perchè è vario e, comunque vada, l’attesa e la nascita resteranno un ricordo meraviglioso. Ora ti sembrerà impossibile, ma è così!.. ecco buaaaaa… ora mi metto a piangere!!!!

  • Reply Valeria ottobre 7, 2015 at 9:25 am

    Che dire tesoro…mi rammarica troppo leggere e non poter fare nulla. Un abbraccio forte anche se a distanza. Ricorda che sei forte e che siamo tutti qui a fare il tifo per te e per T2 che già tutti adoriamo.

  • Reply francescabianca ottobre 7, 2015 at 1:45 pm

    oh. ho letto tutto il blog ma non avevo mai commentato. ti mando un grosso abbraccio!

  • Reply Francesca ottobre 7, 2015 at 6:41 pm

    Ti capisco benissimo..io ho partorito 8 gg dopo la mia data presunta..dall’esterno non sembra nulla, ma per chi li vive sono giorni interminabili.. un grosso in bocca al lupo

  • Reply Micky ottobre 7, 2015 at 7:23 pm

    Amica, hai tutta la mia stima…questi giorni saranno davvero interminabili, ma ormai manca davvero poco…come si dice: se Maometto non va alla montagna, la montagna va da Maometto!!!! Un abbraccio forte! 😉

  • Reply Stato di grazia a chi? ottobre 7, 2015 at 8:32 pm

    Grazie a tutte!!! Questa ragazza è pigra, eppure non si risparmia in grandi movimenti. Vi abbraccio forte.

  • Reply Manuela ottobre 8, 2015 at 1:05 pm

    Mi sono imbattuta in questo blog totalmente per caso…e poi ho scoperto che forse tanto per caso non lo era…i miei bimbi sono nati la prima il 27 settembre ed il secondo il 4 ottobre, l’estate col pancione ti sfinisce e comprendo il tuo disappunto ma sarà bellissimo vedrai ricordare anche i momenti di questa attesa “estrema”!forza!un grandissimo abbraccio.

  • Reply Concetta ottobre 8, 2015 at 3:07 pm

    Dai! Un abbraccio a te e a T2. Forza!

  • Rispondi

    You Might Also Like