Doppio Cognome: A quando?

L’8 Novembre scorso, lo avrete sentito, c’è stata una sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima l’automatica attribuzione del cognome paterno al figlio legittimo, in presenza di una diversa volontà dei genitori.

Noi, da non so più quanti mesi- ho perso il conto– stiamo aspettando che il prefetto di Milano si pronunci in tal senso.

Io, già ai tempi del liceo, di una cosa ero sicura: in caso di figli- che all’ora mi parevano più una tragedia che un dono– il mio cognome glielo avrei trasmesso. Io, già da ragazzina, le mie idee di parità fra i sessi, che faticano a maturare fra gente assai più saggia e colta di come potevo essere io da adolescente, ce le avevo e non erano negoziabili.

Forse per queste mie certezze sulla parità, roba da film fantasy lo so, ero convinta al 100% che fosse stata approvata la legge sul doppio cognome, quando la piccola Allegra è nata. Ed invece, nada! Quando il papà scese al punto nascita dell’ospedale per la registrazione, fu rimbalzato, come la pallina luminosa con la quale gioca Allegra.

Oggi, se ci tieni proprio a trasmettere ai figli entrambe le radici, devi interfacciarti con la prefettura. Per quanto riguarda Milano, hai due giorni a disposizione per poter parlare con loro, dalle 9 alle 10.30 (è come se ti dicessero che non vogliono sentire la tua voce, insomma), oppure puoi comunicare tramite mail (confermo che, quasi sempre, rispondono). Devi presentare, tra i documenti,  l’istanza- con la consueta marca da bollo- sulla quale devi motivare la ragione per la quale vuoi tramandare anche il secondo cognome. A me mi pare assurdo, perché sò loro, a parere mio, che dovrebbero dirti perché non dovresti. Sò loro che mi dovrebbero spiegare perché, se la madre è sempre certa, è la madre che deve pagare il bollo, per chiedere il piacere di poter attribuire anche il proprio cognome. Ma sono opinioni, per carità!

Probabilmente, ad alcuni va bene così. A me no, invece. Io non capisco perché, se i due genitori sono d’accordo, bisogna chiedere e giustificarsi.

Non trovo sbagliato attribuire un solo cognome. Trovo sbagliato ci sia negata la scelta. Trovo sbagliato ingolfare la prefettura di una roba così banale, per la quale si potrebbe fare una legge in dieci minuti, redatta da bimbi delle elementari, tipo tema in classe.

E, mentre aspettiamo che il prefetto decida su di noi,  speriamo entro il diciottesimo compleanno di Allegra, io mi auguro che alla sentenza della Corte, segui una legge ad hoc. Anche perché sto pater familias, inteso come l’ommo che pari a lui non c’è nessuno, è da mò che lo abbiamo abolito. Ce ne siamo accorti tutti, salvo il Parlamento.

Chi glielo dice?

 

 

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7 Comments

  • Reply silvia novembre 16, 2016 at 5:32 pm

    sono favorevole in tutto e per tutto a quanto da te sostenuto…bisogna necessariamente scrollarsi di dosso la mentalità patriarcale ! viviamo nella perfetta parità dei sessi e dunque perché vietare o comunque ostacolare un diritto che dovrebbe essere automatico? in molti paesi come la Spagna è sempre stato così…..che dire: Italia mia non rimanere bigotta i tempi sono cambiati e di molto !

    • Reply Stato di grazia a chi? novembre 16, 2016 at 5:44 pm

      Grazie Silvia. So anche io che in Spagna, e non solo se non erro, si danno i due cognomi.Trovo giusto si possa scegliere, senza doversi imbarcare in un iter burocratico lungo parecchi mesi e che, alla fine, non offre alcuna certezza.

      • Reply silvia novembre 16, 2016 at 5:46 pm

        ti do perfettamente ragione…sono le lungaggini all’italiana purtroppo 🙁

  • Reply Giulia Giulia novembre 17, 2016 at 9:22 pm

    A chi lo dici! Anche io avrei voluto trasmettere il doppio cognome a mio figlio. Vero è che poi è una complicazione in più per lui per tutta la vita, visto che si troverebbe a fare firme lunghissime ed a giustificare la sua diversità, però per me sarebbe un segno di civiltà, lasciar scegliere. Non sono però queste, le leggo che interessano i nostri politici. Molto meglio mascherare una riforma che lede la democrazia rappresentativa da “risparmio sui costi della politica”, a cui non so come si possa ancora credere!

    • Reply Stato di grazia a chi? novembre 18, 2016 at 12:39 am

      Concordo! Ad ogni modo, se vorrai, o se vorrà lui da grande, potrete sempre ripensarci sul doppio cognome. Chissà, magari farete prima voi. Sai, com’è… il prefetto si fa attendere ahah

      • Reply Mamma Avvocato novembre 18, 2016 at 11:58 am

        Secondo me, una volta inserito in società, diventerebbe una complicazione assurda. Una famiglia di nostri amici lo ha fatto ma non hai idea dei problemi burocratici che ne sono nati, con i vari titoli di studio, i certificati di nascita dei figli, la scuola dei figli, i titoli professionali…o subito o nulla, per me! Voi avete fatto bene a insistere immediatamente.

  • Reply Pensieri rotondi novembre 18, 2016 at 12:34 pm

    Ma poi quando cresce se vuole fare un figlio quanti cognomi avrà sto bimbo? I vostri due che avete (avreste) dato ad Allegra più quello dell’uomo con cui farà il figlio… e via dicendo. Idealmente hai ragione ma nella pratica mi sembra difficile. Io invece trovo assurdo che sia vietato scrivere sui miei documenti anche il cognome da coniugata, che è poi quello dei miei figli. In pratica se sono fuori con loro, non posso dimostrare che sono figli miei. “Buongiorno signora Capra, lei chi è?” “Sono la mamma di Patrick Lebout.” Se viaggio coi figli ma senza il loro padre devo avere con me lo stato di famiglia oppure aver fatto scrivere sul retro delle loro carte d’identità che sono nati da Maddalena Capra. Ci rendiamo conto?

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