Un week end senza figlia: cosa avevo dimenticato & cosa ho imparato

Per il mio compleanno, i miei genitori mi hanno fatto un regalo speciale: un week end per staccare la spina.

Viaggiare mi ha sempre ricaricata di energie, di fiducia, di gioia, ed ora mi manca moltissimo. L’ultimo viaggio, risaliva al sesto mese di gravidanza, ed ero andata a NY.

Per staccare davvero la spina, siamo partiti solo io e mio marito. Senza Allegra.

Io sono una mamma, come ci si definisce ultimamente, a tempo pieno. Non esiste tempo senza Allegra. Da 17 mesi ormai, più i 9 della gravidanza, siamo sempre insieme. Niente nidi, niente aiuti quotidiani. Questa condizione è di una pesantezza indescrivibile. E non si tratta di non amare i propri figli, ma di non sentirsi più una persona.

Una situazione che coinvolge sempre più mamme, e che ti spegne. Ti ingrigisce. Ti stanca. E questo accade quando, oltre ai figli, non si hanno spazi propri.

Staccare è impossibile: l’unica opportunità è (stata) la fuga!

Dopo una serie di ricerche, che ci avrebbero portati alla fine del mondo, abbiamo deciso per una meta vicina. Sarebbe stata la prima volta che mi allontanavo da Allegra, era meglio cominciare con un piccolo passo. Così abbiamo optato per 48 h a Nizza.
Nizza, un fine settimana senza figli. Raccontato da Stato di Grazia a chi?
In questo breve viaggio, ho scoperto tante cose. Cose che sento l’urgenza di condividere, perché non sono la sola mamma a vivere in una condizione simile.
Nizza, un fine settimana senza figli. Raccontato da Stato di Grazia a chi?

Cosa avevo dimenticato.

Esiste una strada. Una via fatta di sole, vento fra i capelli e colori sgargianti. Una vita che accoglie te. Te come persona. Che ti chiama con il tuo nome proprio. Una vita tua.

Il piacere del sole in faccia. Nulla di più, se non quel calore. Qualcosa che ti riscalda dentro e ti fa sentire viva.

Nizza, un fine settimana senza figli. Raccontato da Stato di Grazia a chi?

Che la felicità è dietro l’angolo. Sulla panchina di un parco all’ inglese. Sulla banchina di un porto, con l’aria della primavera sul viso, mentre aspetti di sentire un delicato appetito. Su una sedia di legno claudicante, in un piccolo ristorante vicino al mare, su banconi lisi, scheggiati, arrugginiti.

Nizza, un fine settimana senza figli. Raccontato da Stato di Grazia a chi?

Che portiamo i segni non solo delle esperienze che non avremmo voluto vivere, ma anche dei luoghi che ci ospitano. E basta lasciarsi alle spalle almeno i luoghi, per sentire che ci potrebbero essere mille nuove opportunità da cogliere.

Che ho mille storie da raccontare e ancora un pizzico di fiducia, è una questione di grandangolo. Di riuscire a dare respiro a tutto questo.

Cosa ho imparato.

Ci vuole spazio. Un lato tutto nostro. Fosse una piccola gita o una grande avventura, non importa. Qualche giorno solo per noi. Solo per la coppia che eravamo. Ma, prima di tutto, per la persona che siamo.

La mancanza è leggera. I figli che amiamo moltissimo, ci mancano come un alito leggero, se li sappiamo al sicuro. Perché è una questione di sopravvivenza. Se noi non viviamo, ci spegniamo, e non siamo in grado di essere felici con loro.

Nizza, un fine settimana senza figli. Raccontato da Stato di Grazia a chi?

Che non è il sonno, la prima cosa che ci manca. E’ respirare. Non perderemo tempo a dormire otto ore di seguito, perché abbiamo troppa voglia di sentire il nostro respiro.

Che non ci dobbiamo sentire sfigati se, di fronte alle immagini di genitori felici, sembra che siamo una loro brutta copia. La verità è che non tutti i genitori fanno la stessa vita, hanno le stesse problematiche e le stesse opportunità.  Alle volte è semplicemente più difficile. Poi passa. La nostra vittoria è sorridere anche in quei momenti.

Nizza, un fine settimana senza figli. Raccontato da Stato di Grazia a chi?

Citando Julia Roberts,  La vie est belle!.  Mi sono bastate poche ore tutte per me, in una città piena di magliette a righe, per ricordarmelo.

Auguro ad ognuna di voi di riuscire a fare lo stesso, senza aspettare un regalo di compleanno!

 

Comments

comments

Previous Post Next Post

2 Comments

  • Reply mamma avvocato marzo 23, 2017 at 10:34 am

    Un weekend da soli ha un sapore tutto particolare, soprattutto dopo i primi mesi (o anni) di maternità, però ti assicuro che anche in tre è bello, basta prendere coraggio e muoversi senza farsi troppe paturnie o porsi troppi interrogativi. Come se fossi una mamma, chessò, norvegese o danese o anche solo tedesca o francese. Vedrai, ne vale la pena!

  • Reply Stato di Grazia a Chi marzo 23, 2017 at 10:51 am

    Immagino, però io avevo proprio bisogno di “non essere mamma”. Avevo la necessità di non sentire delle responsabilità per 48h. Ho recuperato subito dopo, con la febbre di mia figlia, che mi ha costretto a chiudermi in casa per 4 giorni! Meno male che avevo fatto la mia mini vacanza!

  • Rispondi

    You Might Also Like