Quando non volevo figli. Quando non volevo diventare una madre

Quando non volevo figli

C’è stato un tempo, quando avevo trent’anni, e il tergo molto sodo, in cui non volevo diventare una madre. Un periodo, che mi sembra lontano e lunghissimo, in cui non avvertivo il famoso istinto materno.

Molte di voi erano già al secondo o al terzo figlio, mentre io sognavo solo l’arrivo dell’estate e che il sole non mi bruciasse troppo.

Anni in cui, guardando le madri, non mi veniva proprio, la voglia di un bambino da accudire, da crescere. Non mi sfiorava, neanche, l’idea di vacanze stipate in monolocali con letti a castello, programmate mesi prima, con serate che finivano quando le mie iniziavano.

A trent’anni, io non avevo alcun progetto familiare. Certo, ero single, per cui forse era normale. Quando vedevo gli altri sposarsi e diventare genitori, mi mancava l’aria. O, semplicemente, non li capivo.

C’è stato un tempo, quando avevo trent’anni ed ero tutta una speranza, in cui non volevo diventare madre.

Non mi piacevano le madri che vedevo. Sempre stanche. Sempre un pò arrabbiate, nervose. Giovani, ma già rassegnate a qualcosa. Non mi piacevano le madri, perché parlavano solo dei figli e, soprattutto, solo fra di loro. Tu, se figli ancora non ne avevi, eri invisibile. Non avevano più niente da dirti. Non facevi più parte del giro. Punto.

Quel tempo, per me, non era solo estate & divertimento. Erano anche momenti duri, fatti di scelte difficili, amori che non trovavano una quadra, lavori da cercare e da cambiare, città nuove in cui vivere. Eravamo troppo distanti io e quelle madri.

C’è stato un tempo, quando avevo trent’anni e tanti dubbi da dipanare, in cui non volevo diventare madre.  E sapete, davvero, perché? Perché il mondo mi faceva paura. Non lo capivo. Mi sentivo un’aliena in un pianeta ostile, cattivo. Indifferente. Mi faceva paura prendermi questa responsabilità: mettere al mondo un figlio e fargli trovare certe brutalità, le vittorie degli ingiusti, i pugni serrati.

Questa era la verità. Non avevo il desiderio materno, perché l’idea di lasciare, in futuro, i mie figli da soli, non mi faceva sentire serena.

Mi mancava quella giusta incoscienza che ti fa diventare un genitore. 

Oggi, molto tempo dopo, so che le mie paure sono umane e, probabilmente, sono comuni a moltissimi. Sono segreti sussurrati fra sé e sé a cui , giustamente, non dare né spazio né vita.

Oggi, molto tempo dopo, mi domando se abbia fatto bene ad aspettare, vista la gioia che mi da mia figlia. In fondo, però, so che non scegliamo mai, davvero, quando diventare mamme o papà. Perché non si è pronti sempre o pronti mai. E’ un percorso, come tutto il resto. Fatto di ostacoli e grandi sorprese.

 

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