MAMME EXPAT: UNA MODENESE IN NORVEGIA

Natascia, 37 anni, ingegnere modenese, è  mamma di Luna, e in attesa di un secondo figlio. Trasferirsi in Norvegia, per lei, è stata una scelta motivata dal lavoro del marito. Vivono a Trondheim, da tre anni.

La cosa che più mi piace è sicuramente la sicurezza che si avverte in Norvegia. La possibilità di lasciare i bambini a giocare fuori casa da soli;  lasciare un neonato fuori da un bar, mentre dorme;  la possibilità di rientrare a casa, di notte, senza che nulla possa succederti.

♥ Come Mamma, quali credi siano i vantaggi rispetto all’Italia?

Sicuramente il  welfare. Quando scopri quali sono gli orari di lavoro, ti chiedi come hai fatto a farti sfruttare in Italia! Quando scopri la civiltà delle persone, ti chiedi come mai in Italia ci comportiamo così ….  perché c’è gente tanto maleducata, perché pochi tollerano i bambini, e perchè ci devono essere locali organizzati solo per loro… Qua tutto è di tutti, anche il campeggio è libero ovunque, basta che rispetti una distanza dalle case di 500 m. Sono tante le domande che ti fai, e nonostante tante cose ti manchino, alla fine, prevale il pensiero che si vive meglio qua!

rasferirsi in Norvegia, cosa vuol dire per una mamma expat. Famiglia in Norvegia

♥  Com’è partorire in Norvegia?

Premetto che mi sono trasferita in Norvegia all’8°mese di gravidanza, quindi sono stata seguita, fino a quel momento, in Italia.

In Italia corri dal ginecologo che, la prima cosa che fa, è prescriverti analisi del sangue e beta, in Norvegia vai dal tuo medico di famiglia, che ti dice di tornare alla 12° settimana, quindi vivi di speranza per i primi tre mesi. Quando arrivano le fatidiche 12 settimane, speri almeno nelle beta, in una visita ginecologica, o qualsiasi cosa che possa confermare la tua gravidanza e invece no. Semplicemente prendono atto che, per quei tre mesi, non hai avuto il ciclo e quindi si può ‘supporre’ che tu sia  incinta. Ti fanno analisi del sangue, urine, pressione, peso (di cui non ti danno alcun riscontro) e ti prescrivono l’ ecografia a 18 settimane. L’unica che farai.

La  visita successiva sarà alla 24° settimana, ma con il tuo medico di base, il quale ti spiegherà l’iter. Dalla 24° alla 40° settimana, andrai una volta al mese a fare il controllo, alternando il medico di base all’ ostetrica. Niente corsi pre-parto, ma  un’ostetrica solo per te, che ti spiegherà tutto, ti rassicurerà su ciò di cui avrai bisogno per affrontare il momento del parto e anche i mesi a seguire. 

Per me, che sono alla seconda gravidanza, e che quindi tutto questo dovrei saperlo, ho libertà di scelta se essere seguita solo dal dottore, solo dall’ostetrica o da entrambi. 

Chiaramente, se ci sono particolari problematiche, o se superi i 38 anni, l’iter di controllo è più stretto e aumentano anche le ecografie.

Avendo vissuto entrambe le situazioni, posso dire che, in Norvegia, ti vivi la gravidanza in modo più sereno e naturale.

Mentre in Italia ti raccomandano la valigia per l’ospedale,  in Norvegia,  in ospedale porti solo il foglio della gravidanza (è uno solo non un plico), le ciabatte e lo spazzolino da denti:  perché l’ospedale provvede a tutto, dall’abbigliamento per la mamma a quello per il bambino, ai pannolini, agli assorbenti.

Trasferirsi in Norvegia, cosa vuol dire per una mamma expat. Famiglia in Norvegia

Arrivi in ospedale, e quando decidono che è il momento di ricoverarti, ti assegnano una stanza che sarà la tua stanza del parto fino ad un massimo di 4 ore dopo.

La stanza è molto bella e grande, dentro c’è un bagno con vasca, doccia, varie attrezzature per partorire (corde, palle, etc). E’ divisa in due zone: una con un classico letto dove partorire, un divano letto per la persona che sarà lì con te,  un’area dedicata ai macchinari e pc per monitorare l’andamento del travaglio, ed una parte attrezzata a sala operatoria, dove possono intervenire, se necessario.

Hai a disposizione due ostetriche che ti seguiranno durante tutto il travaglio, facendo tutto ciò che ti serve per arrivare pronta alla fase espulsiva. Massaggi, agopuntura, ad esempio. Se poi vuoi fare l’epidurale,  non c’è bisogno di fare esami, avere autorizzazioni, basta che la chiedi al momento.

Dopo che hai partorito, hai 4 ore per riposare, fare una doccia, iniziare l’allattamento, poi ti portano un primo pasto. Infine, ti vesti e ti portano nel residence. Si, un vero e proprio residence, gestito da personale medico nel quale avrai la tua stanza proprio come in un albergo, però attrezzata con bagno adeguato ad una donna che ha appena partorito, culletta, fasciatoio, lettone matrimoniale. Potrai soggiornare da 3 giorni fino ad un massimo dettato dalle tue esigenze personali.

Una volta usciti dall’ospedale, a distanza di una settimana, l’ ostetrica verrà a trovarti a casa, per aiutarti a organizzare al meglio l’ambiente da dedicare al bambino, per controllare che l’allattamento stia procedendo per il meglio e a valutare le condizioni del bambino.

♥ Per quanto riguarda il sostegno alla famiglia?

Per ogni bambino, si ha diritto ad un assegno mensile, fino al compimento del 18 anno° di età. Se non lavori,  quando ti nasce un bambino, hai diritto ad un assegno per sostenere le prime spese. Inoltre, la sanità è gratuita fino al 18° anno di età (e con sanità intendo TUTTO, dentista, fisioterapista, oculista, tutto quello che vi viene in mente). L’istruzione è completamente gratuita, anche l’università.

♥  Pensa ad eventuali bonus, sgravi fiscali:

Bonus e sgravi fiscali ce ne sono una miriade, a partire dal fatto che, per i primi tre anni che vivi qui, hai un regime tassatorio agevolato (invece che pagare il 44%, è limitato al 10%). Finito questo periodo,  hai sgravi se hai figli/moglie a carico,  e se hai un mutuo. Hai anche diritto ad una quota di rimborso sui viaggi per tornare a casa (in Italia). 

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♥  Il metodo educativo?

E’ completamente differente dal nostro, per ora non so dire se sia migliore o peggiore, la cosa che posso affermare con certezza, è che qua i ragazzi vanno a scuola molto volentieri, non c’è una percentuale alta di abbandono  e  i ragazzi sono sereni. Sarà anche perché i primi voti li iniziano a prendere alle scuole superiori!
I compiti vengono svolti a scuola, e quando i ragazzi tornano a casa, si dedicano esclusivamente alla famiglia e ai loro hobby, vivono all’aria aperta …. insomma, quando escono da scuola non ci pensano più fino alla mattina seguente.

♥  Cosa ti manca della tua città di origine?

Sono originaria di Modena, ma a 20 anni mi sono trasferita a Milano, dove mi sono laureata, ho iniziato a lavorare e dove ho tessuto le amicizie più strette. Quando mi chiedono dov’è casa? Beh, la mia risposta è sempre Milano.

Di Modena mi manca il cibo, di Milano sicuramente la vita, i locali, la possibilità di fare qualsiasi cosa ti venga in mente.

I rapporti con i parenti non particolarmente, anzi, da un lato sono molto felice di vivere lontano perché ho la libertà di crescere i miei figli come desidero.

♥  Pensando al futuro dei tuoi figli, torneresti in Italia?

Assolutamente NO. No per il sistema assistenzialistico, no per la sicurezza, no per la libertà che hanno i bimbi, no per il tempo che i genitori hanno da dedicare alla famiglia: un esempio… si esce dal lavoro alle 16, il venerdì alle 15, e quando arriva l’estate si finisce alle 15 e il venerdì alle 14. 

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Ti sei persa le nostre mamme negli Usa, a Praga, nel Deserto e a Berlino? Recupera subito!

Sei anche tu una mamma expat? Se vuoi raccontare la tua esperienza, scrivimi!

 

*Le foto pubblicate sono state scattata da Natascia,  e sono state gentilmente concesse per l’intervista.

 

 

 

 

 

 

 

 

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