Giornate (stra)ordinarie da mamme normali

Ok, sono una reclusa. Lo so io, lo sapete voi. Per quel briciolo di rispetto che nutro ancora nei miei confronti, vi chiedo di far finta di niente.

Un paio di settimane fa: la luce. C’è stato un matrimonio, un concerto e Pitti a Firenze. Tutto insieme. Mi sono sentita una persona. Roba da non crederci. Infatti, non si è più ripetuto tanto movimento, e temo sia stato un sogno. 

Il matrimonio, in Veneto.

Abbiamo dormito fuori, senza Allegra. L’abbiamo lasciata dai nonni. All’inizio mi sembrava la cosa più giusta da fare: non strapazzarla in auto per tre ore, con un caldo allucinante, salvandola dalle ore piccole e dalla musica a palla, insomma dalle cose tipiche di un matrimonio. Poi, mi è spiaciuto, ho ritrattato sino all’ultimo con mio marito. Ma non ha funzionato. Non si è fatto convincere e siamo partiti solo noi due. Alla fine è andata benissimo. Allegra è stata serena. Ha dormito tutta la notte (quando si dice che gli altri hanno cuxxo), noi siamo stati in compagnia.

Che il fatto strano, è che io sia stata in compagnia: in mezzo alla gente, in un posto che non fosse un parco giochi, senza mamme, tate e nonni altrui, come unici interlocutori. Cioè: esistono luoghi senza scivoli e senza code per l’altalena. Ci credereste mai?

Un pò maculata, perché il mio esperimento con l’autoabbronzante non ha dato grandissimi frutti, ma felice. 

Il concerto, a Milano.

Due giorni dopo, abbiamo avuto il pass per Tiziano Ferro a San Siro. Io, che di Tiziano Ferro conoscevo solo Perdono, Rosso Relativo, E Raffaella è mia, non potevo dirmi esperta del suo repertorio. Potevo solo far finta di cantare, tanto ai concerti non ti sgamano. Ma  ci sono andata con gioia, era un’altra serata fuori! Dalle sette a mezzanotte, come non fossi una mamma. Mi sono anche divertita. Anche stavolta, Allegra, accudita da mia sorella, si è addormentata senza fare storie (come sopra, riguardo il cuxxo).

Concerto di Tiziano Ferro. Giornate (stra) ordinare da mamme normali

Pitti Bimbo, a Firenze.

Dopo un paio di giorni, c’era la fiera delle fiere per i bimbi very fashion.  Sulla moda bimbi, non sono appassionatissima, ma ho ceduto senza farmi pregare. Non mi muovevo così oltre confine, da sola, da prima del viaggio di nozze. Un sacco di mamme, ma di bimbi poco o niente. Perché a Pitti, salvo eccezioni, i bimbi non possono entrare. Tanto basta per convincermi. Peccato per il caldo, perché poteva trasformarsi nel giorno più bello della mia vita. Confido nelle prossime volte.

Pitti Bimbo. Giornate (stra) ordinare da mamme normali

Al ritorno, dopo treni, metro e tram, ho visto una bimba piccola, con la sua mamma, che piangeva. Mi sono intenerita, e mi è mancata subito mia figlia. Come se fossi stata su una petroliera, nell’oceano antartico per mesi. Che anche fosse, non andrei manco pari alle ore di navigazione, con mia figlia, cheek to cheek, da quando è nata ad oggi. Per farla breve, non vedevo l’ora di vederla. 

Il tempo di aprire la porta, sentire la parola Ombelico, che ha imparato e disimparato quel giorno stesso e le mie pile, che credevo di aver caricato, erano nuovamente scariche. Mi sentivo di nuovo stanca morta.

Il problema non è essere mamma, che è bellissimo ma faticoso da morire.

Il problema è non avere un pò di quelle giornate straordinarie, tutte solo per noi: cioè un universo tutto nostro, senza manco i figli degli altri e una beauty spa con tanto di vino frizzantino come se piovesse,  massaggiatori e parrucchieri senza le tutele dei sindacati.

Insomma, sogno una vita da ‘mbriaca, con la messa in piega perenne, ma non lo dite a nessuno. 

Aperitivi floreali. Giornate (stra) ordinare da mamme normali

 

ps. Non chiamate i servizi sociali per togliermi mia figlia, perché la amo. E’ solo che sono parecchio ma parecchio stanca. Voi, no?

pps. Questo post si autodistruggerà quando mia figlia imparerà a leggere.

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2 Comments

  • Reply Michela giugno 29, 2017 at 6:55 pm

    Secondo me tu mi leggi nel pensiero, perchè hai descritto il mio stato d’animo parola per parola!!! Sogno anch’io una giornata (una sola eh!!!) “straordinaria” da mesi…chissà che il sogno non diventi realtà prima o poi!

    • Reply Stato di Grazia a Chi giugno 29, 2017 at 7:01 pm

      La verità è che essere una mamma, in realtà grandi, senza supporti decisivi, è stancante e alienante. Dirlo è difficile e pericoloso , perché si rischia dì passare per quel che non si è. Per questo, degli spazi solo per noi, sarebbero delle oasi per ricaricarsi alla grande! Spero che, con l ‘ estate alle porte, tu possa ritagliarti momenti solo per te!

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