MAMME EXPAT: UNA SICILIANA IN AUSTRALIA

Paola, 34 anni, ha una figlia di 18 mesi, Emma. A settembre, arriverà Luca. Questa giovane mamma, di origine siciliana, ha qualcosa di speciale: da 3 anni vive in Australia Quel continente così lontano che, se ci va bene, lo vediamo una volta nella vita, durante il viaggio di nozze!

Paola è la nostra mamma expat, che ci farà volare nella magica terra dei canguri!

Vivo a Perth,  una città molto tranquilla, é tutto abbastanza a misura d’uomo. Molti la definiscono noiosa, ma noi ci troviamo benissimo: dopo aver vissuto, per due anni, il caos di Sydney e quello di  Roma (dove mi sono trasferita a 20 anni), abbiamo trovato il nostro piccolo spazio tranquillo.

Alcune amiche che vivono in Italia, si lamentano delle poche attività che si riescono a fare con i figli, e di come ci si debba sforzare ad organizzare qualcosa all’aria aperta. Qui, invece, ad ogni angolo, puoi trovare un  parchetto pulito e un’ area bimbi perfettamente funzionante.

Dove hai partorito?

Ho partorito in una struttura pubblica, a Sydney, e nonostate abbia avuto delle complicazioni, ci siamo trovati benissimo. Abbiamo trovato  tanto appoggio e collaborazione, in un momento molto delicato.
La prima gravidanza, ed anche quella attuale, sono state fantastiche dal punto di vista medico, qui sono tutti molto rilassati: per le prime venti settimane, fai tutto dal medico di famiglia, a costo zero; per le restanti venti, hai una visita al mese in ospedale con l’ostetrica di turno, tre ecografie e qualche esame del sangue e delle urine. 

Ci sono strumenti di sostegno per il lavoro e per i figli?

Sto avviando un piccolo negozio di artigianato – potete trovare qui alcuni miei articoli– e la semplicità ed i bassi costi che sta richiedendo, sono veramente disarmanti: se penso all’Italia e alle sue mille scartoffie burocratiche, mi sento fortunata!

Al momento, abbiamo un sussidio da parte del governo, per Emma, ed un rimborso per i due giorni di asilo che frequenta. Il primo sussidio é calcolato in base al reddito, e viene percepito dalla nascita fino ai 18 anni , mentre il secondo é uguale per tutti, a prescindere dal reddito.
Vengono erogati anche altri aiuti per l’affitto e le bollette … ce ne sono tantissimi, e vengono calcolati in base al reddito e alla situazione familiare.

Un’altra cosa, che ci ha molto sorpreso, é il Tax Refund (l’equivalente della dichiarazione dei redditi italiana):  in Italia abbiamo sempre finito per dover pagare cifre enormi con pochissimi sgravi e rimborsi, invece, qui, ogni anno, siamo riusciti ad ottenere un discreto rimborso, che ti fa sicuramente iniziare l’anno fiscale con uno stato d’animo più sereno.

E della scuola, cosa ci dici?

Questa é sicuramente una cosa che rimpiango dell’Italia: i costi, anche in caso di part time, sono molto alti.  Però, mi piace molto l’approccio che hanno: intrattengono i bambini con tantissime attività  dal giardinaggio al riciclaggio, al prendersi cura dei piccoli animali. Emma é sempre molto felice di andare all’asilo, infatti mi chiede di andare anche nei giorni della settimana per i quali non è iscritta.

Adoro il fatto che i bambini possano passare molto tempo all’aperto, a differenza di moltissimi asili italiani che hanno solo delle classi al chiuso, ad esempio. Però non apprezzo il fatto che l’inserimento, qui, avvenga troppo gradualmente, come avessero paura di traumatizzare i bambini: il primo anno, qui, é assolutamente part time una o due volte a settimana, per far abituare i bambini senza spingerli troppo. Mi sembra eccessivo.

Un’altra cosa che mi piace è far crescere i bambini bilingue. La mia piccola peste, a soli 18 mesi, ha un vocabolario bilingue ricco e ogni giorno torna dall’asilo, con un termine nuovo.

Cosa ti manca della tua città di origine?

Sono d’origine siciliana, provincia di Enna, ma a 20 anni  mi sono trasferita a Roma con la mia famiglia. Quando torno in Italia casa é quella, ma in Sicilia ho ancora tanti parenti e diversi amici d’infanzia. Come mamma, la mancanza principale sono gli affetti, gli amici e i parenti, il rapporto quotidiano che i miei figli non avranno mai con i nonni e gli zii. Quella é una cosa difficile da rimpiazzare e tornare in Italia, per colmare questa mancanza, non é affato semplice. Quando vivi qui, ti rendi conto di quanto l’Australia sia lontana dal resto del mondo.
Personalmente, mi manca tanto la sensazione di sentirsi ”a casa”.  L’Australia é la nostra nuova casa, e noi ne siamo felici, ma sono certa che non sentiró mai piú quel calore che sento ogni volta che sono in Italia.

Pensando alla crescita ed al futuro dei tuoi figli, torneresti in Italia?

Mai dire mai nella vita ma, per come oggi si vive in Italia, non tornerei.  Qui ho la possibilitá di offrire ai miei figli un futuro lavorativo e personale che in Italia potrei solo sognare.

In Italia, non avrei potuto dedicare lo stesso tempo che qui offro ai miei figli, sarei stata troppo preoccupata a lavorare per arrivare a fine mese.  In tutta sincerità,  i miei figli, probabilmente, non esisterebbero in Italia.


Spero con tutto il cuore che la situazione migliori, ma al momento non é nei nostri piani ritornare.

 

Ti è piaciuta la storia di Paola? Allora corri a leggere quella di Natascia che vive in Norvegia… e tutte le altre!

Se sei anche tu una mamma expat, o conosci mamme che vorrebbero raccontare la propria esperienza, scrivimi: statodigraziaachi@gmail.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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