Bambini in piscina

Bambini in Piscina: Cose mai viste prima

Qualche settimana fa, abbiamo iscritto Allegra in piscina. Lo abbiamo fatto, non tanto per forgiare il suo fisico sullo stile di Federica Pellegrini, o per augurarle un futuro in passerella come la suddetta, quanto per farle fare qualcosa di speciale. Per regalarle un momento tutto suo, soprattutto in vista della sorellina.

Non potendole garantire sicurezza, con la mia pancia sono più che altro una zavorra, è il papà ad avere l’arduo compito di accompagnarla. Siamo andati tutti insieme a prendere cuffia, costume, ciabattine, etc etc, e lei era già tutta eccitata. Per cui, sulla scia di questa emozione, il primo giorno li ho accompagnati anche io.

Il corso è dedicato ai bimbi dai 2 anni a poco più. Tutti rigorosamente accompagnati da un adulto, ovviamente, anche negli spogliatoi. Indipendente dal sesso del figlio, lo spogliatoio è maschile per i papà e femminile per le mamme. Ok, fin qui ci siamo.

Bambini in Piscina, 5 Cose mai viste prima:

  1. Partecipazione in stile Addio alle Armi: c’erano tutti. Genitori, nonni, fratelli e sorelle e cugini di 5° grado. Per un bambino che doveva nuotare (c’erano anche i corsi dei “grandi” 8-10 anni e più) si potevano contare 3-4 persone minimo. 
  2. Vetrina stile Servizio di Leva Obbligatorio: tutti quelli di cui sopra, appiccicati ai vetri, che Saratoga aveva solo da imparare. Come se, quei 30 minuti di distanza, mentre i piccoli si divertivano in piscina, potessero essere paragonabili ai lunghi e drammatici anni della guerra in Russia. Ovviamente, più erano grandi e grossi- i parenti- e più stavano in prima fila. Magari il figlio era già uscito dall’acqua, ma la prima fila non gliela toglieva nessuno!
  3. Spogliatoi equivoci & promiscuità improvvisa: eh niente, le mamme non si fidano. Non credono che l’uomo con il quale hanno messo al mondo il figlio possa esser capace di: sfilare un costume correttamente; fare la doccia al bimbo; indossare l’accappatoio; non far morire di bronchite il bambino dopo una pucciatina in acqua. Che sia chiaro: io non c’ero, me lo ha raccontato mio marito che si è ritrovato accerciato da mamme, nello spogliatoio degli uomini.
  4. Tate, ovunque, sempre: Milano è la città delle babysitter. Lo capisco, spesso non si hanno aiuti, la babysitter è una necessità. Lo comprendo e, onestamente, se potessi, opzionerei una brava tata, anche da far dormire a casa. I sabati e le domeniche, però, mi fa sempre un certo effetto vederle. Lo ammetto. Soprattutto se devono accompagnare i bambini a svolgere attività che si fanno più per creare una nuova opportunità di gioco fra genitori e figli, che per prepararli alle olimpiadi.
  5. L’innominabile pericolo dell’acqua ghiacciata: hai visto mai che ti trovi speronato dal blocco di ghiaccio del Titanic. Prima di iscriverla, abbiamo cercato un pò di recensioni. Quasi tutte narravano di acque a temperatura sotto zero, da rendere pericolosa la vita ai natanti. Abbiamo rischiato, sennò, mettetemi nei miei panni: nido nò, piscina nò … e checazz. Ci siamo detti “Non costa tanto, male che vada, non ci andiamo più”. Ovvio, se puoi garantire le terme in casa, magari opti per quelle. Ammetto che, leggendo tutti quei pareri, avevo un pò di preoccupazione. Ad ogni modo, dopo alcune lezioni, vi garantisco che marito e figlia sono sani e salvi. Certo, per ora… può essere che l’iceberg si sia abbattuto contro qualcosa ed abbia rallentato la sua folle corsa verso le ignare vittime.

Tutto questo mi ha fatto pensare a quanto siamo complicati. A come trattiamo – tutti eh, non mi tiro fuori – i bambini (e anche i papà in alcuni casi) come fossero di porcellana. Sempre pronti a finire in mille pezzi. Come siamo mammone e paponi anche quando dobbiamo regalar loro qualcosa di divertente ed innocuo. Già la vedo la scena i primi giorni di università: cartellina di latta di Frozen & co. , con la merenda sana fuori pasto, preparata da mamma-papà-tata, che salutano dall’aula magna.

Che un blocco di ghiaccio ci colpisca prima!

Comments

comments

Previous Post Next Post

1 Comment

  • Reply mamma avvocato ottobre 5, 2017 at 11:11 am

    Ah ah ah!

  • Rispondi

    You Might Also Like