Figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi

I momenti migliori sono quelli in cui i figli sono piccoli, si sa.  Quelli di quando, tornata dall’ospedale, non sai manco chi sei. Di quando, ogni primo starnuto, ti domandi se ce la faranno a superare la nottata. Di quando il sonno è diventata una questione di vita o di morte…. che se continui così, è più la seconda opzione che la prima.

Quelli di quando, che sia di seno o di biberon, il latte è una sfida all’ultimo minuto: che se sei in mezzo al niente e non hai il latte, già lo vedi morto di fame; che se sei in mezzo alla folla e il seno non lo vuoi cacciare, ti maledici perché non ti sei comprata le maglie per l’allattamento.

Quei piccoli primi momenti fatti di braccia di ferro: devi appisolarti sennò svieni, mentre lui, per reazione uguale e contraria, non ti fa manco chiudere la palpebra per inumidire l’occhio.

Quelli in cui strillano che ti rompono i cristalli in casa, sarà per questo che ormai non li usa più nessuno, soprattutto quando: stai facendo una telefonata, stai rispondendo al citofono, stai chiedendo un’informazione per strada, sei alla cassa. Insomma, lo fanno con dolo per non farti capire una mazza, chiaramente.

Momenti in cui: per un giorno di malattia sua, scatta lo sterminio di massa; lo iscrivi al nido ma, dalla settimana dopo l’inserimento, non ci va più sino alla fine dell’anno; diventi una specialista di logica, che il cubo di Rubrik te lo magni al brunch, per poter incastrare la vita sua e quei cinque minuti in cui ti devi assentare. E proprio in quei cinque minuti un virus gastrointestinale si abbatterà sulla tua famiglia.

Figli piccoli problemi piccoli, figli grandi problemi grandi, si sa.

Eppure, non si capisce come si possano inquadrare fra i problemi piccoli quei continui attentanti alla propria vita. Come quando si infilano la qualunque in bocca o si buttano sotto le macchine, appena hai finito di dire che devono guardare bene a destra e a sinistra.  Come si fanno a derubricare a piccole questioni amministrative, quei tentativi di omicidi posti a danno dei fratelli minori? Dalla culla in ospedale sino a quando non raggiungeranno la fuga autonoma, cercheranno di farli secchi, credendo di avere l’attenuante della gelosia, per colpa anche tua che non sei una buona madre per entrambi.

I momenti migliori sono quelli in cui i figli sono piccolini, si sa.

Del resto, chi sopravvive a quel lungo periodo lì, ha diritto dire qualunque cosa, un venerdì’ gli manca di sicuro. 

 

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4 Comments

  • Reply Mamma avvocato Giugno 11, 2019 at 8:54 am

    Ah ah ah,ben detto!!! Le mamme di figli grandi ci aspettano al varco per dirci “te lo avevo detto!” ma intanto ci becchiamo problemi che sono “piccoli” solo se visti a posteriori,se nessuno si è fatto male davvero!!!

    • Reply Stato di Grazia a Chi Giugno 12, 2019 at 8:08 am

      esatto!

  • Reply Cristina Giugno 14, 2019 at 6:48 am

    Allora io ne ho una di quasi 5 mesi e uno di quasi 16 anni, e a quelli (anzi, quelle, soprattutto) che tentano di propinarmi questo tiritera faccio pernacchie. Ogni età ha i suoi problemi (anche se è vero che l’ansia da figlio in giro in motorino batte quasi qualunque cosa).

    • Reply Stato di Grazia a Chi Giugno 14, 2019 at 7:32 am

      Pernacchie forever ahaha

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