Quando la Moda per Bambine e Ragazze ci vuole magre. Di cervello.

Su un gruppo facebook, qualche giorno fa, leggevo di una mamma che aveva accompagnato la figlia da M. e che, con rammarico, constatava come, per poter indossare i vestiti di quel negozio, fosse indispensabile essere magra. Molto magra. Noi donne, sin da bambine, veniamo bombardate da messaggi che puntano al nostro aspetto, non è una gran novità. Dalla matrigna che uccide pur di essere la più bella sino a qualunque programma tv in cui se la donna – complemento – di- arredo è presente, possibilmente, deve essere  giovane e bona.

Io non credo che ce ne libereremo mai, di queste deleterie caxxate. Neanche all’epoca delle curvy.

L’avrete notato, vero? Come, ultimamente, la moda, la pubblicità stanno facendo entrare nei loro messaggi, nelle loro sartorie anche le donne in carne. Le chiamano curvy per dettare un nuovo modello di bellezza, per incastrare dentro chi non rientra nella 40 ma comunque abbia un seno alto e sodo, una bella faccia, una grande altezza. 

La moda, le rendiamo grazie, ci dà la possibilità di esistere ma purché si rientri in due parametri molto ristretti (non perde il vizio delle misure): o si è magre o si è in carne ma belle ed alte, sennò come compensi il peccato di non avere il punta vita visibile?

Insomma, nulla cambia, perché la maggioranza delle persone non è solo alta e magra o grassottella ed alta e con un bel viso.

La stramaledetta maggioranza delle donne è unica.

Si. Può essere cessa, da poco ad assai, può essere bassa da poco ad assai, può essere di media statura o così alta da stare sempre curva.

Ovvio, la moda non può tenere conto dei casi limite, non tutta la moda quanto meno. Però non ci può continuare a rompere i coglioni  facendo  sentire sbagliate molte di noi. Se poi,  le case di moda hanno problemi a reperire più metri di stoffa, ce lo dicessero.

Se da adulte ci apprezziamo più facilmente, capiamo, ma manco tutte, come la bellezza non sia così importante, salvo non si decida di usarla come baratto, da ragazze e da bambine non è così facile.

Il compito di guidare le ragazze a capire come l’aspetto estetico non deve essere il focus della loro vita, spetta a noi mamme e papà. Se ci aspettiamo una mano seria e coscienziosa dal servizio pubblico o dalle case di moda, facciamo notte. Hanno vedute limitate e dobbiamo farcene una ragione. Nè possiamo far rinsavire matrigne secolari, perché dovremmo prima riesumarle.

Rivendichiamo il diritto alla cessitudine e alla serena consapevolezza ed accettazione di noi stessi.

Sbarazziamoci del termine curvy, perché quelle 5 lettere nascondono una truffa. Una contrapposizione.

Nelle vetrine  non ci devono essere due modelli contrapposti, ma più taglie, più lunghezze e più larghezze. 

Ricordiamo che sono i vestiti che devono adattarsi a noi e non viceversa.

 

 

Su come certe parole possono fare male, leggi qui: Non fare la femminuccia

 

 

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