Le chiedo “Cosa c’è che non va, ti vedo triste”. Niente, mi risponde lei

Le chiedo Cosa c’è che non va, ti vedo triste. Niente, va tutto bene, mi risponde lei. Mi domando se sia a causa del disegno che le ho dipinto sul viso. Me lo chiede da giorni e le dico sempre Lo facciamo domani. Ma ogni domani arriva troppo di corsa, sin da quando apriamo gli occhi.

Le alzatacce perché siamo tutti un pò morti di sonno. La colazione fatta di bocconi  troppo lenti. Mamma voglio mettermi quell’altra cosa!!! E poi i denti che non vuole lavare, i peluche che non trova, i capelli che non vuole pettinare. Sono le 9.00 e il ritardo ci ha travolti tutti, figuriamoci farle un disegno sul viso.

E poi arrivano i pomeriggi e manco a parlarne, altre storie per cambiarsi, fare la merenda in cucina, io ho pulito! E quando le dico Se fai presto, te lo faccio ora il disegno sul viso, lei si distrae e allora io bado all’altra e sbircio le notifiche del cellulare. Quello mi avrà pagato? Ma guarda quanto è andato male questo post. Ah, aspetta, è appena arrivato un altro lavoro … e che caxxo, no, non ha budget.

E si fa tardi, tra i giochi, le liti, si deve fare inglese, e poi i cartoni animati e che cavolo si mangia oggi. E di nuovo si arrampicano sul tavolo della cucina, non vogliono mangiare questo, sputano quell’altro. E la musica mentre si mangia, ma non esiste. Basta!

E si va a letto e un su e giù che non vi dico. Figuriamoci se siamo riusciti a fare il disegno sul viso, manco oggi!

Le chiedo Cosa c’è che non va, ti vedo triste. Niente, va tutto bene, mi risponde lei. Mi domando se sia a causa del disegno che le ho dipinto sul viso. Me lo chiede da giorni e le dico sempre Lo facciamo domani. E oggi pomeriggio glielo ho fatto, ma è orribile, lo so. Mamma, ma Skye lo hai sul telefonino, guarda là come si fa.

Ma io non lo so fare. Dai, guardati allo specchio, magari ti piace lo stesso.

Io so di aver fatto un disegno orribile, lo so. E so che potevo impegnarmi di più, ma se le propongo di pulirle il viso e di rifarlo, chi sta con l’altra? L’altra che mi tira, piange, mi da i morsi sulle gambe e ha il viso disperato di chi ha bisogno e non vede la mano tesa. Quanto poco riesco a fare per lei, penso.

Di la verità, ti prego. Perché ha il cuore triste, lo so che c’è qualcosa che non va, ti prego, dimmelo.

Io voglio giocare con mamma.

Mamma è qua, che vuoi che facciamo?

Mi leggi questo libro?

Le prendo il libro, l’altra arriva, si siede su di me. Penso che ce la possiamo fare. Tutte insieme, un libro da collante, è finita la parte difficile, mi dico.

Squilla il cellulare, poi il telefono fisso. E che caxxo. Io non mi alzo da qui!!! E’ mezz’ora che proviamo a trovare un equilibrio.

L’altra mi strappa il libro dalle mani. Lei si rassegna. 

Non so a chi dare retta. Hanno ragione tutte e due. Hanno entrambe il viso triste, di chi non ha ciò che vuole, di chi non viene capito, di chi sembra aspettare il proprio turno da un’eternità.

Penso che, se nessuno è felice, tanto vale vedere se ci sono novità. Guardo come sta andando instragam. Fancxxo, che paxxe, ma che sta succedendo!

Le chiedo Cosa c’è che non va, ti vedo triste. Il mio cuore diventa triste se non me lo spieghi, io ti voglio aiutare. Cosa posso fare? Ho fame, mi dice, ma non è per quello, dai, le rispondo.

Preparo la cena, ma non riesce a mangiare, per via del colore che si è un pò indurito, attorno alla bocca. Me lo togli? Ci provo, ma le faccio male.

L’altra sputa tutto. 

Ma chi caxxo mi aveva detto che quando hai tre figli, capisci che due era una passeggiata, perchè con tre sei sempre in minoranza?!!! Ma siamo impazziti? Perché vi sembra facile, ora????

Sono solo le sette, siamo lontani dalla meta.

La prossima volta, giuro, lo guardo bene Skye e glielo disegno come meglio posso.

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2 Comments

  • Reply Mamma avvocato 17 Dicembre, 2019 at 7:00 pm

    Adesso sai come mi sento io da due anni e mezzo, ogni giorno. Pebso sia il destino di chi lavora e ha più di un figlio.

    • Reply Stato di Grazia a Chi 18 Dicembre, 2019 at 9:53 am

      Io non so se ci sentiamo sempre tutte così. Una cosa è certa, quando siamo dentro al tifone, sembra tutto duro e ci sfuggono le cose belle. La fortuna è che si alterano certe giornate così ad altre più “facili”.

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