Temptation Island: un Siddharta, al gusto Twix.

C’è qualcosa di chimico, che crea una dipendenza malata, in Temptation Island. In comune con il Mc Chicken, le patatine in busta, il Bounty, il Mars ed il Twix ( per chi, come me, risale all’epoca delle Guerre Puniche). “Posso smettere quando voglio”, pensi. Eppure, ti abbandoni al più basso degli impulsi e brami ad una lavanda gastrica di quelle buone.

Così è per Temptation Island. Guardato dall’alto in basso, all’inizio. Ti sei ritrovata come all’epoca del liceo: tutti parevano avessero letto Siddharta (parlo sempre per le tipe risalenti alle grandi guerre) e tu, per non essere di meno, ti sei fatta vedere con la copertina bella in vista, sotto il braccio, millantandone la lettura ed il tuo gradimento.

No, non sto paragonando affatto Temptation Island ad un classico letterario, perché, in fondo, Temptation Island ti frega, come le Fonzies. Vai oltre la copertina: arrivi anche a leccarti le dita, sennò, si sa, godi solo a metà.

Ieri sera, Filippo ci ha fregati ancora. Filippo, l’uomo che gli piace vincere facile: di fronte alle peggio nefandezze dei fidanzati pare sempre un Galantuomo. Filippo, la Svizzera degli esseri umani, super partes troppo spesso.

Tutto comincia con la fine della puntata precedente, interrotta sul più bello: come ai tempi in cui credevi si rimanesse incinte con la sola imposizione della lingua, per poi ritrovarti ad aprire la procedura per l’adozione. 

Sul solito tronco ci sono l’American Gigolò di Mergellina, che – DIO SOLO SA COME FA- ruba cuori e la solita donna innamorata.

Lei, che tu già lo sapevi. Ma no, non poteva essere. Lei, che poi non venisse a piangere da noi. Lei, che non crede alla prova testimoniale. 

Lui, che ha vinto alla Lotteria. Ora sa che, pure colto in flagrante, si porterà sempre a casa la fidanzata. Chi potrà mai fermarlo.

Lui nega l’innegabile, mentre Pinocchio prende appunti.

Come se, di fronte ai filmati delle telecamere di sorveglianza della banca, ti avessero sorpresa con la pistola, la maschera con la faccia di Salvini, ad urlare ” Mani alzate, datemi tutti i soldi”, ma è bastato dire che lo stavi facendo per testare il livello di efficacia del deportante del cassiere, per essere salutata con stima.

Io non so che ci hanno fatto da piccole, ma dovremmo ricevere i danni al Padre Eterno.

Dopo di loro, ci sono, vostro onore: il caso Elia-Uomo con discendenza; Foggia contro Bari (un classico pugliese); il caso romano Giovanotto- Donna con figli.

 

Cominciamo proprio con loro: Anna e Andrea. Anna, la donna che ha capito tutto della vita, ma fino ad un certo punto. Anna, che credo stia sul cazzo alla produzione perché, a memoria, è l’unico caso in cui anziché appoggiarle la strategia, la sbugiardano, dalla prima puntata. 

Anna è una grande perché: 1) si è scelta il marito ricco (brava, così si fa, non come noi che ci siamo fatte infinocchiare con inutili sentimentalisti Mattel); 2) si è scelta un ragazzo dieci anni più giovane (hai fatto bene, visto che loro si rincoglioniscono prima); 3) se lo è preso di una tipologia rara, quello che lascia il bancomat, perché non si sa mai volessi una Vuitton. Anna, che sa di possedere un pezzo rarissimo anche sul mercato nero, se lo vuole vincolare subito, attraverso un figlio.

Ed ecco che Dio, nella persona della produzione, la punisce, sputtanandone il piano. 

Anna fa due cose che nessuna mamma farebbe: 1) Dice che i SI della vita sono una fedina di brillanti e non un uomo che va a prendere i figli a scuola. 2) Parla male dei suoi eventuali suoceri, a reti unificate. 

Anna, sorella cara, te lo diciamo in coro: 1) ci hanno dato una costola di seconda mano e per questo aneliamo, da ere, solo al meglio, dal platino da bere ad un Hermes, ma un uomo (che non è manco il padre), disposto  a sostituirsi a te, nella chat di classe, non ha prezzo. 2) Mai parlare male, in pubblico, con possibilità di repliche, dei propri suoceri. Mai. Per quello hanno inventato le amiche.

Andrea, Anna non ti merita. Esci con noi ed occupati pure della DAA.

Veniamo alla mia conterranea, Manila Nazzaro e al Gran Cucciolone fiorentino dal cuore barese. Sembrano i tuoi genitori, eppure, sono tuoi coetanei.

Manila è la tua amica quella che un pò ti sta sul cazzo ma un pò la ami. Lei è quella che sa già tutto, sa sempre come va a finire, lei ci è sempre già passata … e che palle! Però, sarà anche per costituzione, è la spalla su cui piangere e quella con la quale organizzare tea party per sparlare delle debolezze dei maschi. Per cui, in fin dei conti, nonostante le enormi differenze di pantone, ti piace. 

Lui, Lorenzo Amoruso, lo conosce chi seguiva il Bari e la Fiorentina e chi andava al mare ad Ippocampo. Lui, bandana a parte, che gli dà il piglio del fornaio di Lucera e lo stile del pizzaiolo di Bari Vecchia, è perfetto. Si, nonostante sia un uomo.

1) Segue i video degli altri, mostrando reale interesse.  2) Interviene nel merito, con linguaggio appropriato e solidarietà. 3) Mette a tacere i mono-neuroni.  4) Scoraggia i testosteroni in cerca di autore del compagno dell’Elia. 5) Si commuove, pensando all’eventualità di perdere Manila. Insomma, è una donna.

Manila, per l’ennesima volta, lamenta che lui non si sia trasferito a Roma, e che, quindi, abbiano un rapporto a metà, nonché il non poter fare affidamento su di lui durante la quotidianità.

Manila, sorellona cara, te lo diciamo noi: se lui è lontano (e bravo, ricco e fedele) hai fatto bingo. E’ come essere single ma, nello stesso tempo, sposata. E’ come mangiarsi l’impossibile, rimanendo magra. Come partorire, senza che ti vengano le emorroidi. Il massimo, socia. Il vostro rapporto non arriverà mai allo stadio dell’odio puro solo per la sua esistenza. Senti a noi, tienitelo stretto, e prenditi quattro ragazze alla pari in più, non te ne pentirai.

E veniamo a loro. Ad Antonella e al suo sedicente attore. Loro, che, per l’ennesima volta, ci hanno fatto fare le ore piccole, nonostante già lo sapevamo. Come quando sapevi che il giorno dopo ti avrebbero interrogato e, invece di studiare, ti affidavi alla sorte.

Antonellina sta con questo tizio. Bruttino dai, privo di fascino, piuttosto vendicativo. Il tipico uomo che si segna tutto al dito. Ha comprato uno spazio iCloud per conservare i ricordi dell’epoca del nido, covare odio, rancore, rabbia, per poi sputtarnarti pubblicamente, dicendo che i tuoi pannolini straboccavano eccessivamente.

Antonella, rea di aver dichiarato la gelosia di lui, viene costantemente umiliata dall’innamorato. Perché lui racconta tutto, alla stregua di Chunk dei Goonies . Dai loro momenti più privati alla sua infinta nullità in quanto non madre. Lui ha una discendenza -fino a quando il figlio non chiederà di essere adottato da un normodotato- lei non ha figli, per cui non le spetterebbe l’eternità. Primo esempio di padre-pancino, che non lascia correre nulla.

Lui, il vero rappresentate del partito NEGARE. NEGARE SEMPRE. LA STRATEGIA VINCENTE. Lui, che arriva a proferire l’avverbio Quindi? colto in un frame  nel quale si imbosca con una ragazza. A giustificazione, il fatto che la ragazza potrebbe essergli figlia, elemento che, effettivamente, fa da deterrente a qualsiasi Berlusconi & Compagni.

Insomma, ci tocca aspettare, per vedere fino a che punto si spingerà il negazionismo del buon padre di famiglia, migliore attore non protagonista del film Io Me te magno 2, la Vendetta. 

E lo sappiamo, come per Herman Esse, che potremmo limitarci a guardare la sigla, perché la prossima ed ultima puntata sarà una gran sintesi degli episodi precedenti. Ma nulla, noi la vedremo tutta. Perché le puntate di Temptation Island sono come le Pringols. Una tira altra. Sai che ti farei del male, ma accetti l’eventualità dell’intestino irritabile.

 

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